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Chi siamo

Una redazione piccola, un catalogo lento

Siamo a Palmi dal 2018 e pubblichiamo pochi titoli l'anno: quelli che riusciamo a seguire uno per uno, dalla prima lettura alla presentazione in libreria.

Scenari è nata in una stanza sopra un cortile, con tre persone, un tavolo troppo grande e una scatola di bozze che qualcun altro aveva scartato. Non avevamo un piano industriale: avevamo un elenco di libri che ci sembravano mancare, e l'idea che qualcuno li stesse aspettando.

Il primo titolo è uscito nell'autunno del 2018, in mille copie, e per due settimane le abbiamo spedite a mano. È lì che abbiamo imparato la cosa che da allora non abbiamo più cambiato: il numero di libri che possiamo pubblicare è il numero di libri che possiamo accompagnare fino in fondo.

Il nome dice il metodo. Uno scenario non è una trama: è il luogo in cui una storia può succedere — una valle, una città di provincia, una stanza d'ospedale, una linea su una carta. Cerchiamo libri che guardino il posto in cui stanno le persone, e non soltanto quello che le persone fanno.

Ogni libro passa da due letture redazionali, una revisione lunga con chi l'ha scritto e una prova di stampa che guardiamo in cinque, allo stesso tavolo. È un modo lento, e qualche volta fa slittare un'uscita di un anno. Non ne abbiamo trovato uno migliore.

Siamo rimasti piccoli per scelta. Vuol dire che le uscite di un anno si contano su una mano, che i volumi escono in brossura su carta opaca con i margini larghi, e che chi scrive a questa casa editrice riceve la risposta di una persona, firmata. Dei libri che abbiamo fatto sappiamo raccontare tutto, uno per uno: è l'unico vanto che ci interessa.

Missione

Tre impegni, con chi scrive e con chi legge

La missione, detta senza giri: fare pochi libri e farli bene, e trattare chi li scrive e chi li compra come le due persone che tengono in piedi questo mestiere. Da qui vengono tre impegni, e sono tutti e tre verificabili.

  • La revisione si fa in due

    Un testo accettato non entra in officina per tornare cambiato. Ogni proposta di taglio o riscrittura arriva con la sua ragione, e l'ultima parola è di chi ha scritto il libro: se una frase resta com'era, resta com'era.

  • Le condizioni si dicono prima

    Percentuali, tiratura, durata dei diritti e tempi di pagamento stanno nella prima mail e poi nel contratto, non in fondo al percorso. Non chiediamo contributi e non facciamo pagare la lettura: se un libro ci convince, il rischio è nostro.

  • Un libro resta in catalogo

    Nessun titolo va al macero perché ha smesso di vendere in fretta. Ristampiamo poche copie per volta, e finché la casa editrice esiste il libro si può ordinare in qualsiasi libreria.

Tappe

Dal 2018 a oggi

  1. Il primo titolo

    Tre persone, un tavolo troppo grande e mille copie stampate. Nessuna collana: solo un libro che ci sembrava mancasse.

  2. L'anno delle librerie chiuse

    Le presentazioni si spostano al telefono. Chiamiamo i librai uno per uno, ed è così che abbiamo imparato a conoscerli.

  3. Nascono Narrativa e Saggistica

    I titoli sparsi dei primi anni trovano due collane, e il catalogo comincia a leggersi come un discorso invece che come un elenco.

  4. La prima ristampa

    Un romanzo torna in macchina per altre cinquecento copie. Da lì la regola: ristampare poco e spesso, non molto e una volta sola.

  5. Nasce Poesia

    Tirature piccole, margini larghi, nessuna fretta di rientrare dei costi. La collana che ci viene chiesto più spesso perché esista.

  6. Il primo premio

  7. Riaprono le proposte

    Una finestra di lettura all'anno, con una risposta firmata a tutti quelli che ci scrivono.

Redazione

Chi ci lavora

  • Giuseppe Orefice

    Redazione

    Segue le revisioni: è la voce al telefono quando un capitolo non sta in piedi.

  • Francesco Vicari

    Redazione

    Segue le revisioni: è la voce al telefono quando un capitolo non sta in piedi.